Tutti matti per gli scacchi
La serie TV “La regina degli scacchi”, su Netflix, ha il merito di aver riacceso l’interesse per uno dei più antichi giochi da tavolo.
Spentosi l’entusiasmo che aveva accompagnato lo svolgimento di alcuni campionati del mondo, nella seconda metà del secolo scorso, con le storiche sfide tra scacchisti russi e americani, questo gioco
aveva perso un po’ del proprio appeal.
Ora, un po’ per il successo della serie televisiva, un po’ per il fatto che durante queste feste natalizie la pandemia ha costretto tutti a stare in casa, sta di fatto che la vendita di scacchiere ha raggiunto livelli che non si vedevano da tempo.
Il gioco degli scacchi è fondamentalmente un gioco di strategia, nel quale l’obiettivo è catturare il re avversario. Per fare ciò bisogna calcolare in anticipo le mosse dell’avversario e preparare le contromosse.
Su questo gioco sono state fatte analisi, sono stati condotti studi, prodotte varianti e, da ultimo, sono stati costruiti algoritmi (cioè dei software) che, potendo valutare in poco tempo numerose possibili mosse, sono
stati in grado di competere con i grandi campioni umani e anche batterli. Negli ultimi anni le capacità dei software sono notevolmente aumentate e ormai superano ampiamente quelle degli esseri umani.
Ogni due anni si tengono dei campionati del mondo a squadre chiamati “Olimpiadi scacchistiche”.
Qui per consultare un semplice manuale di scacchi il cui autore ha l’ambizione di “diffondere la passione del gioco degli scacchi tra tutti quelli che lo leggono“
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