Una cosa che ci aspettiamo dal presidente Joe Biden
Come cittadini del mondo, consapevoli del fatto che il futuro dell’umanità dipende molto dalla cura che tutti noi riusciremo ad avere per il pianeta sul quale viviamo, da Joe Biden ci aspettiamo (anche) che nel più breve tempo possibile riporti gli USA nel novero dei Paesi che sottoscrivono l’accordo di Parigi sul clima: il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici.
Rapida cronistoria di quanto avvenuto finora:
Il 12 dicembre 2015
la 21° Conferenza delle Parti firmatarie della Convenzione sui Cambiamenti Climatici (ONU) ha adottato l’Accordo di Parigi. Il documento, tiene conto di buona parte delle indicazioni scientifiche: “Mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 gradi e perseguire tutti gli sforzi necessari per limitare l’aumento di temperatura a 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali, riconoscendo che questo ridurrebbe significativamente i rischi e gli impatti del cambiamento climatico”. L’accordo punta anche a rafforzare la capacità dei paesi di affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici e a sostenerli nei loro sforzi. Si tratta di una decisione storica, alla cui determinazione il presidente BaracK Obama ha dato un forte contributo.
Nel giugno 2017
Donald Trump ha annunciato dal prato davanti alla Casa Bianca il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi. Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha commentato la decisione dell’Amministrazione Trump con queste parole: ” Il riscaldamento climatico è innegabile, ed è una delle minacce più grandi nel mondo attuale e per il futuro del nostro pianeta”. Invito i governi di tutto il mondo a rimanere impegnati nell’attuazione dell’intesa e per quanto riguarda gli Usa sono convinto che gli Stati, le città, il mondo dell’industria e la società civile scommetteranno sull’economia verde, che è l’economia del futuro”.
Il 4 Novembre 2020
l’agenzia ANSA da notizia che Joe Biden si è impegnato a rientrare nell’accordo di Parigi nel primo giorno della sua presidenza.
Entro la fine del 2020
si dovrebbe svolgere la prima verifica degli obiettivi fissati nel 2015 ed un loro aggiornamento (pandemia permettendo).
L’immagine in evidenza è tratta da blogs.imf.org
Le altre immagini sono tratte, in ordine, da: borsaitaliana.it; uniat.it
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