La foresta dei violini
Per il magazine “eccetera” del giornale online Linkiesta, la giornalista Silvia Calvi ha pubblicato un servizio su una grande foresta del Trentino. La foresta si trova in Val di Fiemme ed è costituita da oltre sessanta milioni di abeti rossi, dai cui legni si ricavano le casse armoniche più pregiate e richieste al mondo, come quelle utilizzate dal più famoso liutaio della storia, Antonio Stradivari, vissuto tra il XVII e il XVIII secolo.
Il servizio inizia proprio con una citazione di Antonio Stradivari: “Nel suono di ogni violino c’è il respiro del suo albero”.
Si racconta, scrive Silvia Calvi, che Stradivari, ”armato di diapason e in religioso silenzio, a inizio inverno si aggirava per la millenaria foresta di Paneveggio, in Trentino, alla ricerca dell’albero più idoneo alla costruzione dei suoi violini. Il più adatto, cioè, tra le centinaia di abeti rossi plurisecolari, il cui legno, grazie alla sua particolare capacità di risonanza, era (ed è) la materia prima ideale per costruire le casse armoniche di violini”.
Il servizio giornalistico contiene anche una intervista a Marcello Mazzucchi, dottore forestale oggi in pensione, esperto dei luoghi, il quale spiega che le piante utilizzate dai liutai in realtà sono poche, perché “trovare il legno giusto è un’impresa e richiede molta pazienza. … deve provenire da piante vecchie almeno 200 anni e, soprattutto, cresciute regolarmente … I liutai fanno una prima valutazione sul posto: la pianta ideale non deve avere rami, nodi o altri difetti su tutta la parte bassa. Un primo test consiste nel prendere un pezzo di corteccia: va bene se si stacca a piccoli pezzettini tondi, grandi come monetine. Poi si passa all’ascolto, battendo sul tronco. Se tutto va bene – dice Mazzucchi – l’albero viene tagliato, e la cosa va fatta a inizio inverno e con luna calante, così il tronco ha perso acqua, è più asciutto e pronto per essere stagionato. È in quel momento che si ha la conferma della bontà della scelta: più i cerchi concentrici sono stretti e regolari, migliore sarà la capacità di risonanza del legno. Un legno tenero, elastico, resistente, poco sensibile alle variazioni di umidità”.
Le tavole armoniche che vengono prodotte non sono destinate solo alla costruzione di violini ma anche di pianoforti e arpe. Tra i clienti prestigiosi vi è anche la famosa ditta Salvi che produce arpe da concerto.
Nell’ultima parte dell’intervista, Mazzucchi parla del fascino della foresta dei violini: “formata da alberi spontanei, figli di un’evoluzione durata per millenni, nessuno li ha mai piantati. Per questo è un luogo magico entro cui è meraviglioso passeggiare …. è come entrare in una cattedrale silenziosa e maestosa, fatta di tante colonne altissime, con il sole che penetra e, con i suoi giochi di luce e di ombre, crea un’atmosfera fiabesca”.
“Gli strumenti realizzati con questi abeti suonano la musica dei boschi della Val di Fiemme: la natura fa crescere gli alberi che la custodiscono nei tronchi, ancora dormiente. Poi, dopo duecento anni, la musica viene svegliata dal lavoro del liutaio e, infine, liberata dal musicista perché tutti possano goderne”.
Le immagini utilizzate sono tratte da: linkiesta.it
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