La primavera è alle porte
La primavera è alle porte. Ma per il secondo anno consecutivo questo evento non
può essere vissuto per quel che è sempre stato, ovvero il ritorno della vita all’aria aperta. Non può essere, come dice il poeta, che la gioventù “lascia le case e per le vie si spande, e mira ed è mirata e in cor s’allegra”.
E tuttavia, per quanto ridotti a vivere in romitaggio, non possiamo sfuggire al fascino che esercita su ognuno di noi la forza rigeneratrice della natura che offre, nella primavera, straordinarie manifestazioni. Come, in ogni tempo, hanno raccontato poeti, musicisti e pittori:
La Primavera
(Sandro Botticelli)

Inno a Venere
(Tito Lucrezio Caro)
Madre degli Eneadi, gioia degli uomini e
degli dèi, alma Venere, che sotto gli astri in
tacita corsa per il cielo desti la vita nel
mare sparso di navi, nelle terre fertili di
grano, poiché per opera tua ogni specie di
esseri animati è concepita e vede,
nascendo, la luce del sole: te, dea, te
fuggono i venti, te e il tuo giungere le nubi
del cielo, sotto i tuoi passi con mutevole
grazia la terra germina fiori soavi, a te
ridono le pianure del mare e il cielo
rasserenato sfavilla di luce infinita.
Frutteto con giardino di rose
(Gustav Klimt)

Primavera vicina
(Johann Wolfgang Goethe)
Più morbida, più lieve
l’aiuola, ecco, s’inturgida;
candide come neve
ondeggian le campanule,
un vivo ardor di fuoco
va dispiegando il croco;
il suol di sangue stilla,
lo smeraldo sfavilla.
Le primule si gonfiano
con borioso piglio;
mentre l’astuta mammola
s’asconde ad ogni ciglio;
un alito possente
scuote la vita intera.
È viva, è qui presente
ormai la primavera.
QUI per ascoltare La Primavera di Antonio Vivaldi)
Dall’inverno alla primavera
(Edmondo De Amicis)
Quando l’inverno muore
lentamente nella primavera,
nelle sere di quei bei giorni limpidi,
lieti, senza vento,
su cui si tengono spalancate
per le prime volte le finestre
e si portano sulle terrazze i vasi dei fiori,
le città offrono uno spettacolo gentile
e pieno d’allegrezza e di poesia.
A passeggiare per le vie si sente,
di tratto in tratto, sul viso,
un’ondata d’aria tiepida, odorosa.
Di che? di quali fiori? di quali erbe?
Chi lo sa!
Se non avessimo amato
(Oscar Wilde)
Se noi non avessimo amato,
chissà se quel narciso avrebbe attratto l’ape
nel suo grembo dorato,
se quella pianta di rose avrebbe ornato
di lampade rosse i suoi rami!
Io credo non spunterebbe una foglia
in primavera,
non fosse per le labbra degli amanti
che baciano,
non fosse per le labbra dei poeti
che cantano.
QUI per ascoltare Au Printemps di Jacques Brel
Una luce c’è in primavera
(Emily Dickinson)
Una luce c’è in primavera
non presente nel resto dell’anno
in qualsiasi altra stagione –
Quando marzo è appena arrivato
un colore appare fuori
sui campi solitari
che la scienza non può sorpassare
ma la natura umana sente.
Albicocchi in fiore – primavera
(Vincent Van Gogh)

Piena fioritura
(Hermann Hesse)
Si erge carico di fiori il pesco,
non tutti diventeranno frutto.
Risplendono chiari come spuma rosata
attraverso l’azzurro e la fuga di nuvole.
Simili a fiori si schiudono i pensieri,
centinaia ogni giorno,
lasciali fiorire! Lascia a ogni cosa il suo corso!
Non chiedere qual è il guadagno!
Vi deve pur essere gioco e innocenza
e dovizia di fiori,
altrimenti per noi sarebbe
troppo piccolo il mondo
e la vita non un piacere.
L’orto con alberi in fiore, primavera, Pontoise
(Camille Pissarro)

(da) Il Passero solitario
(Giacomo Leopardi)
D’in su la vetta della torre antica,
Passero solitario, alla campagna
Cantando vai finché non more il giorno;
Ed erra l’armonia per questa valle.
Primavera dintorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
Sì ch’a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
Gli altri augelli contenti, a gara insieme
Per lo libero ciel fan mille giri,
Pur festeggiando il lor tempo migliore:
Tu pensoso in disparte il tutto miri;
Non compagni, non voli,
Non ti cal d’allegria, schivi gli spassi;
Canti, e così trapassi
Dell’anno e di tua vita il più bel fiore.
Oimè, quanto somiglia
Al tuo costume il mio! Sollazzo e riso,
Della novella età dolce famiglia,
E te german di giovinezza, amore,
Sospiro acerbo de’ provetti giorni,
Non curo, io non so come; anzi da loro
Quasi fuggo lontano;
Quasi romito, e strano
Al mio loco natio,
Passo del viver mio la primavera.
Questo giorno, ch’omai cede alla sera,
festeggiar si costuma al nostro borgo.
Odi per lo sereno un suon di squilla,
odi spesso un tonar di ferree canne,
che rimbomba lontan di villa in villa.
Tutta vestita a festa
la gioventú del loco
lascia le case, e per le vie si spande;
e mira ed è mirata, e in cor s’allegra.
L’accenno di un canto primaverile
(Aleksandr Blok)
Il vento portò da lontano
l’accenno di un canto primaverile,
chissà dove, lucido e profondo
si aprì un pezzetto di cielo.
In questo azzurro smisurato,
fra barlumi della vicina primavera
piangevano burrasche invernali,
si libravano sogni stellati.
Timide, cupe e profonde
piangevano le mie corde.
Il vento portò da lontano
le sue squillanti canzoni.
QUI per ascoltare Le Rondini di Lucio Dalla
QUI per ascoltare Primavera di Luca Carboni
Magia della vita
(Kahlil Gibran)
In un campo ho veduto una ghianda:
sembrava così morta, inutile.
E in primavera ho visto quella ghianda
mettere radici e innalzarsi,
giovane quercia verso il sole.
Un miracolo, potresti dire:
eppure questo miracolo si produce
mille migliaia di volte
nel sonno di ogni autunno
e nella passione di ogni primavera.
Perché non dovrebbe prodursi
nel cuore dell’uomo?
È lei
(Eduard Morike)
Torna ad ondeggiare al vento
la sciarpa azzurra della primavera;
dolce, impregnata di presentimento
scorre un’aria leggera.
Le violette sognano la vita
già prossima a sbocciare.
Senti, lontano, un’arpa tintinnare?
Primavera, sei tu, ti ho sentita!
QUI per ascoltare Primavera di Ludovico Einaudi
L’immagine in evidenza è tratta da: youtube.com
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